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Apple e Google, iOS e Android: un dualismo che ci riguarda un po’ tutti, nel preciso momento in cui dobbiamo decidere quale smartphone o tablet acquistare e, soprattutto, quale sistema operativo scegliere. A prescindere dal tipo di hardware scelto – iPhone e iPad obbligatoriamente nel primo caso, oppure più di un migliaio di produttori diversi, da Samsung a piccole case semisconosciute, nel secondo – la sfida per conquistare il nostro gradimento continua da anni: non c’è innovazione software che non trovi dopo pochissimo tempo il suo corrispettivo nell’altro ecosistema, in un equilibrio tanto precario quanto, in ultima analisi, vantaggioso per il consumatore.

 

Naturale pertanto che, in un mondo dove gli smartphone costano sempre meno e le tariffe diventano più economiche ogni giorno che passa (su SosTariffe.it è possibile scegliere tra le diverse offerte di telefonia mobile attualmente presenti sul mercato italiano), la ricerca del colpo del K.O. – quello a cui è impossibile replicare – sia continua. E se è vero che da un po’ di tempo gli smartphone e i tablet sembrano essere entrati in un periodo di stagnazione, dove le proposte non sono più così innovative come un tempo e le presentazioni di nuovi modelli lasciano quasi sempre un retrogusto amaro in bocca («Tutto qui?»), non si può pensare che le tecnologie in grado di cambiare il paradigma siano soltanto un ricordo del passato: come nel caso della realtà aumentata.

Una novità che arriva dal passato

 

Una vecchia conoscenza, sia chiaro. La realtà aumentata – che in sostanza “aumenta” la nostra interazione e la possibilità di ottenere informazioni dall’ambiente circostante – è presente su ogni smartphone dotato di fotocamera ormai da anni, ma a parte qualche lodevole eccezione è stata considerata più che altro un gimmick, una funzionalità per stupire gli amici e giocherellare qualche minuto prima di lasciarla nel dimenticatoio.

 

Beh, non è più così. Basti pensare a Pokemon Go, sparito rapidamente dal nostro radar dopo lo spaventoso successo dell’estate scorsa ma comunque esempio perfetto di come questa sorta di filtro, di strato aggiuntivo adagiato sopra quello che vediamo possa avere applicazioni insospettabili: le migliaia di ragazzini (e non solo) che gironzolavano per le città con lo smartphone davanti alla ricerca di Pokemon da sfidare e collezionare fa capire come il mercato sia molto promettente.

 

Google e Apple non hanno mai smesso di investire in questo settore, ed è dal 2014 che il gigante di Mountain View, con Project Tango, sta cercando di ampliare le possibilità a disposizione degli utenti mobile. Ma a far parlare di più negli ultimi mesi è stato sicuramente ARKit di Apple, pronto all’esordio con il nuovo iOS 11, che verrà lanciato insieme al nuovo iPhone 8 (e 7S) tra poche settimane.

Arrivano anche gli effetti di luce

È migliorata la tecnologia, certo. I nuovi chip di cui sono dotati smartphone e tablet aumentano in maniera esponenziale le possibilità della realtà aumentata: basti pensare alla possibilità di inserire gli effetti di luce “veri”, in modo da rendere gli oggetti virtuali infinitamente più realistici.  Gli investimenti da parte dei finanziatori verso le startup più innovative in questo settore sono davvero da capogiro: Magic Leap – che ha stupito il mondo con il celebre video della balena che letteralmente emerge dal pavimento di una palestra gremita di studenti – vale già un miliardo e mezzo di dollari senza avere prodotto praticamente nulla. Ma come dice il CEO di Apple, Tim Cook, “la realtà aumentata è una di quelle cose storiche che in futuro ci faranno ripensare al momento in cui tutto è iniziato”.

 

Android non rimane a guardare, comunque, mentre Apple attira la curiosità di tutti. Non solo Tango, ma anche la nuova tecnologia chiamata ARCore, che con ARKit condivide un aspetto cruciale: per funzionare, non ha bisogno di sensori speciali per la profondità, e quindi può essere idealmente fatto funzionare anche sui modelli non propriamente nuovissimi (Apple intende far funzionare la sua tecnologia anche su modelli del 2015, come l’iPhone 6S).

 

Dai mobili ai cibi salutari

Ma quali sono le potenzialità della realtà aumentata? Il lato “ludico” è stato già ampiamente illustrato, non solo con Pokemon Go (che alla fin fine è un’applicazione della “vecchia” realtà aumentata) ma con le applicazioni che gli sviluppatori, già con le mani su ARKit da qualche mese, stanno mettendo a punto in attesa dell’esordio ufficiale di iOS 11: dagli scacchi olografici di Guerre Stellari alle apocalissi zombie. Si tratta, però, soltanto della punta dell’iceberg.

 

Pensiamo a Ikea Place, che salverà molte schiene dallo spostare poltrone su e giù per il salotto alla ricerca del posto “giusto”, oppure permetterà di capire se il muro è abbastanza largo per la libreria o si potrà aprire l’armadio senza difficoltà: basta osservare attraverso la propria fotocamera l’ambiente in cui si intende operare e il mobile desiderato verrà sovrapposto con le misure precise (con un’accuratezza del 98%, secondo Ikea, il tutto senza sensori di profondità diversi da quelli attualmente presenti su un mobile device). Oppure Giphy World Babysitter, che permette di conoscere quali cibi sono adatti ai bambini piccoli. Google ha fatto invece vedere, nel video introduttivo di ARCore ispirato al mago di Oz, personaggi immaginari che interagiscono con gli animali di casa o sono in fila davanti al carretto dei gelati e mondi creati direttamente sul tavolo del salotto.

 

 

E se finisse come i Google Glass?

 

Sarà l’autunno, quindi, che vedrà il proliferare di nuove applicazioni dedicate all’Augmented Reality, e finalmente sarà possibile apprezzare il lavoro degli sviluppatori, di pari passo con l’altra grande invitata alla festa, la realtà virtuale. Il rischio, secondo alcuni, è che la tecnologia possa funzionare per qualche tempo e poi andare incontro al destino dei Google Glass, il dispositivo nato proprio per sfruttare la realtà aumentata ad ampio spettro e finito nel dimenticatoio. O quasi: proprio i Glass hanno trovato una seconda (o meglio, prima) giovinezza in un settore inaspettato, quello dell’industria pesante, dove vengono utilizzati dagli operai specializzati ad esempio per visualizzare le istruzioni senza muovere le mani mentre stanno lavorando, o per conoscere le specifiche necessarie di un pezzo. Come dire che anche ciò che in passato si è dimostrato un flop può avere ancora un asso nella manica. Proprio com’è capitato all’AR.

 

Fonte: https://www.theguardian.com/technology/2017/aug/30/ar-augmented-reality-apple-google-smartphone-ikea-pokemon-go

https://www.theverge.com/2017/8/29/16219208/apple-arkit-ar-apps-ikea-walking-dead-giphy-hungry-caterpillar-google

http://www.bbc.com/news/technology-41098622

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