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Obbligo Pos: i costi “nascosti” per i negozianti

Dopo due anni di attesa, dall’inizio di settembre è entrata in vigore l’obbligatorietà per i negozianti di avere il “Pos”, con relative sanzioni a carico di quelli che non si sono adeguati alla norma, nei 24 mesi che erano stati concessi come tolleranza. Una garanzia, quella del pagamento elettronico, che i negozianti sono quindi costretti a fornire ai propri clienti, ma che implica un costo, che in questi due anni è lievitato.

Le ultime analisi, effettuate da Qualeconviene.it, parlano di un aumento dei costi che raggiunge percentuali in doppia cifra, circa il 19%, con un costo totale annuo che in alcuni casi tocca la cifra di 6.300 euro, con un aumento del 40% rispetto ai costi del 2015. L’Italia, rispetto agli USA, ma anche rispetti ai Paesi Nordeuropei, è rimasta indietro riguardo ai pagamenti “elettronici”, e quindi il “gap” si fa ancora sentire, ed uno dei motivi resta quello della disponibilità dei “Pos” nonostante i due anni di dilazione dell’obbligo.

Il costo di installazione del “Pos” per i negozianti non è molto chiaro, in quanto ai costi previsti per l’installazione del dispositivo e per il suo utilizzo, se ne aggiungono altri, che non rendono chiaro il costo effettivo. Si parla di canone mensile, di costi fissi, di commissioni bancarie, e in alcuni casi anche di “una tantum”. Una situazione che in molti casi scoraggia i negozianti dall’installazione del “Pos”, rendendo così difficili i pagamenti elettronici e creando disagi tra la clientela, che spesso si traducono anche in un danno per il commerciante, con il cliente che sceglie altri esercizi dotati di Pos.

Le offerte che i commercianti si trovano davanti, al momento della scelta di installare il dispositivo, sono molteplici e nella scelta della tariffa è bene innanzitutto partire dalla quantificazione del flusso di pagamenti elettronici previsti. Altra scelta importante è quella che riguarda la tipologia del “Pos”, che può essere sia del tipo “fisso”, che viene collegato ad una linea Adsl, oppure “mobile”, la cui gestione avviene tramite il collegamento con uno smartphone.

Le spese iniziano con l’acquisto del terminale, una spesa che avviene solo una volta; per il Pos tradizionale il costo medio è di 77 euro, mentre nel caso di un Pos mobile si spendono circa 62 euro. Un costo che rispetto a quello del 2015 risulta più basso, circa il 14%, ma purtroppo è l’unico dei casi in cui accade.

Il secondo costo da considerare è il canone mensile richiesto per usufruire del servizio, ed in questo caso il raffronto con il 2015 porta ad un aumento del 10,7%, che si riscontra soprattutto per i Pos mobili, che oggi costano 13,7 euro mentre per il Pos su linea fissa si spendono 24,1 euro. Il costo maggiore per i negozianti proviene però dalla percentuale che l’istituto bancario trattiene per ogni transazione eseguita.

Il costo in questo caso è direttamente legato al tipo di carta del cliente. Effettuando le transazioni con una carta di credito, la trattenuta media a carico del negoziante sarà del 2,5%, mediata tra il 2,44% dei Pos mobili, ed il 2,77% dei Pos fissi. Quando la transazione si effettuata con il Bancomat la percentuale è più bassa, con l’1,88% con il Pos fisso, ed l’1,95% per il Pos mobile. Andado a calcolare l’aumento rispetto al 2015, si nota che le commissioni hanno fatto un balzo in avanti pari al 19,5% in caso di transazione con carta di credito e del 18,5% per i pagamenti bancomat. L’analisi effettuata da Qualeconviene.it, mostra anche tre casi di simulazione che vedono interessate tre delle categorie che maggiormente sono interessate dai pagamenti elettronici, il negoziante, il libero professionista e il proprietario di un ristorante.

I primi sono quelli che hanno subito l’aumento maggiore; per loro l’incremento del costo tra il 2015 ed il 2017 è compreso tra il 12,4% ed il 40,4%. In generale il maggiore aumento è per le transazioni con carta di credito, mentre quelle con bancomat risultano più convenienti. In generale la situazione più conveniente è quella dei pagamenti con Bancomat, effettuati tramite Pos mobile, ma certamente sono tante le variabili che determinano il costo e quindi ogni commerciante ha una situazione diversa, collegata alla tipologia della clientela e dei pagamenti. Quel che è certo, secondo l’analisi, è l’aumento diffuso dei costi, forse il più grande “nemico” della maggiore diffusione del pagamento

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