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Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nell’illustrare in Parlamento le linee programmatiche del Dicastero, ha posto grande attenzione alla cybersecurity: ‘la minaccia cyber è un imprescindibile fattore di rischio per il Paese. E’ necessario continuare ad investire in tecnologia per contrastare in maniera efficace la cyber guerra’.

L’Italia come può difendersi dalla nuova guerra in atto, quella cibernetica? “Con la resilienza e il dual use”, queste sono le due parole chiave della strategia messa in campo dal ministero della Difesa, guidato da Elisabetta Trenta. Resilienza e duplice uso affinché la Difesa non sia considerata più solo uno strumento militare, bensì un vero e proprio Sistema: integrato, connesso e a più livelli.

Il ministro, nell’illustrare alle Commissioni congiunte di Camera e Senato le linee programmatiche del Dicastero, ha spiegato come cambia la mission della Difesa proprio per fronteggiare le nuove minacce cyber. Dall’ultimo decennio a oggi, ha spiegato Trenta, alla Difesa viene sempre più chiesto di mettere a disposizione degli altri ministeri le proprie competenze e capacità per lo svolgimento di compiti non militari, proprio nell’ambito più ampio del concetto di resilienza.

“Le nuove minacce che ci troviamo di fronte esigono questo tipo di preparazione e il mio lavoro, in questo senso, sarà finalizzato a rendere l’Italia un Paese più sicuro sotto ogni aspetto, incluso il campo cibernetico” ha detto il ministro Trenta.

“Con resilienza”, ha spiegato, “mi riferisco alla capacità di adattamento dell’intero apparato statale, quindi di resistere e reagire a tutto ciò che possa turbarne la sicurezza, la stabilità interna e la governabilità attraverso l’opera concorsuale delle attività che ricadono principalmente nell’ambito delle aree di competenze dei vari ministeri a supporto del Presidente del Consiglio nella sua veste di Autorità Nazionale per la Sicurezza”.

“Dual Use”, invece, ha specificato il numero uno della Difesa “intesa come la consapevolezza di dover sostenere, e al contempo ampliare, le opportunità di duplice uso delle capacità della Difesa per scopi non militari e a supporto, appunto, della resilienza stessa”.

La cyber defence centrale nell’azione di Governo

Nella prima occasione di “dialogo” col Parlamento il ministro della Difesa ha spiegato in che modo la cyber defence è e sarà centrale nell’azione di Governo:

“La minaccia cyber è un imprescindibile fattore di rischio per il Paese ma anche di grandi opportunità di investimento, aumentando il nostro grado di difesa e sicurezza. In linea con il processo di sviluppo delle tematiche di Cyber Defense in ambito NATO e in generale con i programmi di ‘trasformazione digitale’, la Difesa ha già delineato le esigenze operative per rafforzare la sicurezza dello spazio cibernetico. In particolare, sono stati avviati una serie di programmi di acquisizione per accedere a strumenti operativi ad alto contenuto tecnologico in grado di assicurare la protezione, la resilienza e l’efficienza delle reti e dei sistemi informativi gestionali e operativi della Difesa”, ha spiegato il ministro Trenta, che ha evidenziato la forte necessità di continuare ad investire nelle tecnologie di ultima generazione per combattere efficacemente la cyber guerra: “In tale quadro, è necessario continuare ad investire, al fine di potenziare ulteriormente le dotazioni strumentali e organizzative di protezione cibernetica e sicurezza informatica, incrementando progressivamente la capacità di contrastare in maniera efficace le minacce. Le linee programmatiche del Ministero della Difesa 20”. “È poi imprescindibile il conseguimento di capacità operative che andranno a supportare il neocostituito Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC)”, ha dichiarato il ministro.

Le altre ‘armi’ in campo

Inoltre, ha annunciato Trenta, sarà promossa la pianificazione e l’implementazione di una vera e propria Strategia Nazionale Sistemica per il potenziamento della Sicurezza Collettiva e della Resilienza Nazionale, da sviluppare attraverso la collaborazione fra Ministeri, ma anche con l’Industria, l’Accademia, la Ricerca e il settore privato.

“Vogliamo che il concetto di ‘difesa’ che conosciamo diventi un vero e proprio Sistema e si inserisca nel concetto di sicurezza collettiva dell’intero Sistema-Paese, nel cui ambito gli altri Dicasteri condividano le proprie capacità nell’esclusiva tutela degli interessi nazionali” ha concluso il Ministro.

 

Fonte: Key4Biz.it

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