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Partecipano Commissione europea, BEI, KfW, la nostra Cassa depositi e prestiti e la francese Caisse des Dépôts. Il fondo servirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il 2025 e la Gigabite society.

Arrivano nuove risorse per il fondo dedicato alle infrastruture per la banda ultralarga in Europa che nelle intenzioni della Commissione europea, della Banca per gli investimenti (BEI), della Kreditanstalt für Wiederaufba (KfW), istituto di credito nato per la ricostruzione nel 1948), della nostra Cassa depositi e prestiti e dell’analoga francese Caisse des Dépôts, dovrà riuscire a mobilitare oltre 1 miliardo di euro di risorse entro i prossimi cinque anni.

Si tratta del “Connecting Europe Broadband Fund”, fondo gestito da Cube Infrastructure Managers, che partirà con una dotazione iniziale di 420 milioni di euro e che, secondo una nota ufficiale di Bruxelles, sarà in grado di attrarne altri 500 milioni in breve tempo.

Uno strumento utile a soddisfare la crescente domanda di finanziamenti di progetti dedicati alla banda larga e ultralraga in tutta Europa, ma anche alla realizzazione di infrastrutture di nuova generazione diffuse, sicure ed efficienti sotto diversi punti di vista (economico, ambientale, energetico, sociale).

L’iniziativa rientra nell’ambito dei Fondi europei per gli investimenti strategici, gli Efsi ( European Fund for Strategic Investments), che rappresentano a loro volta uno dei pilastri centrali del Piano investimenti per l’Europa (Investment Plan for Europe)

I partner del fondo così hanno suddiviso i loro impegni finanziari: la Commissione europea ha investito 100 milioni di euro, l’EIB 140 milioni, la nostra Cassa 50 milioni, come anche 50 milioni la Caisse francese e la KfW. Ulteriori 5 milioni arriveranno dal Cube e altri 25 milioni circa da investitori privati.

Gli investimenti dovrebbero essere destinati ai progetti dedicati alla promozione della connettività in Europa in linea con gli obiettivi del 2025 per la Gigabit Society, tra cui una rete da 1 GB per le scuole, la rete nelle aree rurali e svantaggiate, lo sviluppo di nuovi servizi digitali.

 

Fonte: Key4Biz.it

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