Le attività industriali generano circa il 26% delle emissioni inquinanti di diossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera (Osservatorio Autopromotec). L’avvio di progetti smart city e la più recente trasformazione digitale, impongono una drastica riduzione di tali gas climalteranti.
Un modo è sicuramente diminuire progressivamente i combustibili fossili e integrare le fonti energetiche rinnovabili. Tra queste ultime certamente il sole, con la tecnologia solare a concentrazione con accumulo termico ad alta temperatura, che ha raggiunto livelli di maturità, affidabilità e sicurezza, piuttosto elevati, tali da poter essere utilizzata diffusamente a livello industriale.
Tale sistema, infatti, può generare energia elettrica e termica. Come spiegano i ricercatori dell’Enea su Industria Italiana: “La concentrazione dell’energia solare consente di ottenere calore a temperature via via crescenti all’aumentare del rapporto di concentrazione. Chiaramente l’aumento di temperatura comporta una maggiore complessità di impianto e costi più elevati. Tuttavia molte lavorazioni industriali richiedono temperature non particolarmente alte, per le quali sistemi a concentrazione adatti per tali temperature e opportunamente ottimizzati possono rappresentare un’opzione economicamente percorribile”.
Oggi il 40% dell’energia primaria consumata dall’industria è coperto dal gas naturale e circa un altro 40% dal petrolio. Si stima che il sole potrebbe integrarsi in questo mix energetico coprendo oltre il 33% della domanda entro il 2030.
Un dato incoraggiante, che potrebbe dare un grande contributo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il problema è che, nonostante ci sia un buon potenziale di sfruttamento dell’energia solare a concentrazione, per la produzione di energia termica ed elettrica, la capacità installata in Italia al momento è molto bassa.
I motivi di questi ritardi sono diversi, sintetizzabili in quattro punti: difficoltà di integrazione tra impianti solari e impianti produttivi; elevati costi di impianto e di esercizio; complessità di conduzione e di manutenzione; limitata offerta di componenti e impianti completi.
Studio ENEA “Opportunità di applicazione delle tecnologie solari termodinamiche in Italia”
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