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Il Nulla. Noi, anche se non siamo nella storia infinita di Michael Ende, lo conosciamo bene. Microsoft ha deciso di mollare il settore smartphone e con questo anche noi. Noi, che ci siamo trovati in mezzo al guado con dispositivi vecchi, un sistema operativo in perenne sviluppo e mai totalmente finito.

Alcuni hanno deciso di guardarsi attorno. Microsoft è in primis una società di servizi e quindi è possibile usarli, assieme alle sue applicazioni, sia su iPhone sia su Android. Come ho già scritto su queste pagine, io sono passato ad Android, seppur rinunciando a quasi tutti i servizi Google per sostituirli con quelli Microsoft (scelta di cui non mi trovo mal pentito, a parte Cortana). Bill Gates, in una recente intervista sembra aver adottato lo stesso criterio.

Ma Apple? Alcuni la potrebbero considerare una possibile alternativa ad Android come posto dove approdare dopo l’abbandono di Microsoft. Difatti c’è anche lei e ha appena presentato tre nuovi device. Cosa c’è di nuovo?

Apple: la presentazione di iPhone 8 e iPhone x

Da un po’ di tempo affermo che Apple sia oramai un fashion brand e non la splendida società di una volta, quella che con “One more thing” scuoteva animi e mercati.

Ho impiegato qualche tempo per scrivere questo articolo. Perché volevo innanzitutto che il sentimento iniziale si fosse un po’ sopito e perché volevo vedere anche l’opinione degli altri, siano essi heater o fanboy.

Poi mi son detto che era il momento e mi sono messo alla tastiera.

In primis la presentazione. Non ho ricordo che Apple abbia sbagliato una presentazione. Qui l’errore è stato evidente. Lo dimostra un post su Facebook di un amico, non certo una persona che non capisce nulla di tecnologia (dirige lui il “Museo dell’informatica Funzionante” ) che dice, qualche giorno fa:

facebook di surface phone italia

Presentare tre telefoni contemporaneamente, appartenenti a due linee di prodotto diverse, nello stesso momento, è stato assolutamente un Epic Fail. Molti non hanno capito, altri hanno considerato l’8 una versione “sfigata” dell’iPhone X, altri semplicemente non hanno visto proprio l’iPhone 8.

Comunque iniziamo con le novità, modello per modello.

iPhone 8

Rispetto al precedente 7 le differenze che si trovano sono le seguenti:

  • Viene abbandonato il retro in metallo: questo, da un lato permette, finalmente, di avere la ricarica wireless a standard Qi (finalmente oserei dire), dall’altra rende il telefono particolarmente fragile. I telefoni che già hanno adottato questa scelta stilistica (mi vengono in mente Asus Zenfone 3 e Samsung Galaxy 8) hanno dimostrato una fragilità endemica. Non ha molto senso avere un telefono bello e figo e sottile se poi lo devo tenere costantemente sotto una Rugged Cover
  • Cambia la CPU: Rispetto al 7 il chip adottato è un A11. E’ il più veloce di sempre (come sempre) bla bla bla. Si tratta di una CPU costruita secondo le specifiche ARMv8, con quattro core ad alta efficienza (denominati Mistral) e due core ad alta velocità (denominati Monsoon). Il funzionamento è opposto rispetto ai precedenti chip ARM hexacore che abbiamo visto in commercio, ove i core ad alta efficienza sono 2 e quelli ad alta velocità sono 2. L’idea non è sbagliata. Dato che la maggior parte delle funzioni richiede poca potenza di calcolo avremo comunque sempre a disposizione il cluster di core più parchi nel consumo ma, essendo 4, potranno ripartirsi il carico del multitasking in maniera efficiente. Ad ogni buon conto A11 si presenta più rapido dei suoi cugini di pari generazione (Snapdragon 835, Kirin 960…)
  • GPU migliorata: anche questo fa parte del normale processo evolutivo
  • Display: stessa grandezza, stessa risoluzione. iPhone 8 ha il TrueTone, una tecnologia che legge la temperatura di luce media dell’ambiente e adatta i colori di conseguenza.

Insomma iPhone 8 è nuovo ma è una versione migliorata del 7, tant’è che più di un sito ha raccomandato agli attuali possessori di iPhone 7 di non effettuare l’upgrade, il miglioramento è del tutto marginale nella vita di tutti i giorni.

Nel discorso non ho volutamente affrontato il nuovo iOS 11 in quanto è disponibile anche per le generazioni precedenti.

A livello di fotocamera i nuovi modelli sono del tutto identici alla precedente generazione. Il nuovo contiene un software migliorato in grado di gestire l’effetto bokeh e il recording a 40k 60fps.

Tutto qui. Non c’è nulla di innovativo, nulla da strapparsi i capelli, nulla di cui essere entusiasti.

Quello che cambia però è il prezzo. iPhone 8 ha un costo base di  839 € mentre iPhone 8 Plus di 949 €. Se volete passare alla mela morsicata, date retta a me e mettetevi a caccia di un iPhone 7, il crollo del prezzo è più che probabile.

iPhone X

Inutile dirlo. Lui è stato il vero protagonista della presentazione, l’oggetto del desiderio dei fanboy, quello su cui si sono riversate le attese e la promessa della nuova generazione, il sacro graal che rappresenta il 10 anniversario dell’iPhone.

Quali sono le novità? Nessuna. E’ brutto da dire e certamente mi attirerò le ire di molti appassionati Apple ma la triste realtà è solo questa.

Facciamo una piccola disamina:

  • Schermo: il design borderless è stato introdotto da Samsung con la serie Edge, ripreso con la serie Galaxy 8, utilizzato da Mi nel Mix, da Cubot con il Magic e da mille altri produttori. Tra il resto nessuno di questi ha adottato l’antiestetico design “a corna” dovuto alla parte centrale di iPhone X che contiene camere e sensori. Il fatto che sia Oled è una novità nel mondo Apple ma non certo in quello Android
  • Fotocamere: Posteriore doppia fotocamera con due sensori da 12 Mpx e due diverse serie di lenti, una grandangolare e una tele. Frontalmente si trova una fotocamera da 7 Mpx. Anche in questo caso cose più o meno già viste nel mondo Android (dove oramai decine di produttori si sbizzarriscono con soluzioni a due fotocamere, da ottiche diverse, a sensori differenti) sia nei precedenti modelli di Apple. Si abbiamo la possibilità di fare facce sceme per fare le emoticons, ma diciamocelo, forse è divertente per i ragazzini, dubito per persone con qualche anno e neurone in testa.
  • Face ID: Anche qui nulla di nuovo, lo abbiamo visto sul 950, che tra il resto se ne era uscito con una soluzione davvero niente male. Il problema era che era maledettamente scomoda L’ho usato sul 950 per molto tempo e alla fine è fastidioso, più che altro perché ci sono mille occasioni in cui non vuoi piazzarti lo smartphone davanti alla faccia per sbloccarlo (a scuola in riunione, in auto). Non è una novità ed è stata messa per un solo motivo, dichiarato anche da Apple, ovvero il fatto che il display di Samsung non dava risultati soddisfacenti nella lettura dell’impronta digitale attraverso il display. Non è quindi un innovazione, è un palliativo.

Finito. La CPU è uguale a quella della serie 8, la scheda  grafica pure, retro in vetro e ricarica wireless anche.

Il tutto per un prezzo che supera ampiamente i 1000 €. Grazie, anche no.

Dove sono le innovazioni?

Non so voi ma io sono rimasto davvero molto deluso e ne ho tratto tre conclusioni.

La prima è che non è bello essere lasciati in mezzo al guado da Microsoft. Il passaggio, visti i tempi è quasi obbligato . Android presenta una varietà infinita (è anche il suo più grande difetto) ma permette di avere dispositivi ottimi a prezzi onesti, specialmente se si sceglie con oculatezza il fornitore e non si cade nella trappola di prendere device che non montino almeno la versione 7. Apple è un porto sicuro, molto ben curato, ma è e rimane qualcosa per clienti altospendenti. Se vi è sembrato di pagare troppo il 950, che nel bene e nel male era comunque un device con qualcosa di innovativo e certamente, per l’epoca, più avanzato di iPhone X, qui è il caso che ci pensiate per benino dato che il prezzo è il doppio.

La seconda  è che in Apple abbiano davvero finito le idee. Nel decimo anno mi sarei aspettato fuoco e fiamme e qui, al massimo è stata accesa una stellina svedese.

La terza che oramai nel mercato Smartphone tutto è stato già detto. Le “innovazioni” sono limitate ai materiali, ai display borderless, alle fotocamere, ma, alla fine, il nostro smartphone non è cambiato nel corso degli scorsi anni.

Probabilmente Microsoft ha fatto bene a ritirarsi (lo dico controvoglia e con un po’ di odio). Con Nokia come palla al piede e un sistema nel quale nemmeno lei (figuriamoci gli OEM) non credeva non poteva andare da nessuna parte se non essere il fanalino di coda di una guerra vinta e stravinta da Android e insidiata solo da Apple.

Non serve altro. L’evoluzione di questi dispositivi è terminata, nel bene o nel male, il mercato oramai è entrato nel pieno della maturità e del consolidamento.

Ora vogliamo semplicemente che ci creino un altro bisogno. Cosa sia non ci è dato di sapere. Sappiamo solo che, per ora, la scimmia è lì, zitta sulla spalla ma al massimo ci fa qualche urletto poco convinto. Per svegliarla serve altro. Per ora, forse, il materasso rimane il posto migliore dove mettere i soldi in questo periodo di stanca.

 

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