
Il mercato PC è da svariati anni in calo, in modo particolare per quanto concerne il target consumer che si sta sempre più orientando verso il mercato smartphone.
Tuttavia, stando ai dati di IDC, si cominciano a vedere finalmente dei dati un po’ più positivi e incoraggianti. La società di statistica riporta che le vendite dei PC sono state migliori del previsto durante il quarto trimestre del 2017 con una crescita dello 0,7% su base annua, invece di calare dell’1,7% come previsto da numerosi analisti un anno fa. Sono stati venduti in totale 70,6 milioni di PC tradizionali, ovvero desktop, notebook e workstation.
La crescita della domanda è stata rilevata maggiormente in Asia, nel Pacifico e in America Latina, mentre, in Europa, nel Medio Oriente e in Africa (la cosiddetta zona “EMEA”) la domanda rimane del tutto stabile. Negli Stati Uniti, invece, la situazione resta in negativo con un calo sia dei notebook che dei desktop pari a un totale di 16,5 milioni di unità vendute. Il Giappone ha registrato dei dati esattamente opposti agli USA con una crescita su base annua del 3,8%.
Perchè si ha una crescita generale?
Questa crescita del mercato PC sembra essere dovuta, secondo IDC, alla migrazione a Windows 10 sempre più diffusa, alla fine del supporto di Wndows 7 nel 2020 ma il merito va anche ai produttori che hanno reso i loro dispositivi più interessanti e dedicati a un particolare target: lavorativo, gaming etc.
A mio parere Windows 10 on ARM potrebbe portare nell’immediato futuro ulteriori dati positivi grazie alla loro autonomia, alla loro portabilità e al loro costo.
OEM
In termini di singoli OEM, HP è stata l’azienda a mantenere la prima posizione. Il suo market share è cresciuto dell’8,3% rispetto all’anno precedente e ha registrato oltre 16 milioni unità vendute per la prima volta dal terzo trimestre del 2011.
Apple è rimasta in quarta posizione e ha aumentato le sue vendite del 7,3% nel 4Q17.


