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Formazione/Finanziamenti

IMU: calcolo prima rata nel nuovo Governo

In scadenza la prima rata IMU: ecco le modifiche potenziali operate dal nuovo governo Letta e dai Comuni, chiamati a rideterminare le aliquote 2013.

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Si avvicina l’appuntamento 2013 con la prima rata IMU, la tassa sugli immobili introdotta dal decreto Salva Italia del governo Monti che ora potrebbe subire delle modifiche con il nuovo governo Letta, anche a fronte della possibilità per i Comuni di rideterminare le aliquote IMU, modificando quelle deliberate lo scorso anno.

Comuni e aliquote IMU

La scadenza del 16 maggio è un effetto del decreto Debiti PA, che ha concesso ai Comuni più tempo rispetto al 2012 – quando la scadenza per deliberare le aliquote comunali IMU era stata fissata al 23 aprile – aggiungendo anche la possibilità di cambiare le aliquote entro una seconda scadenza, quella del 16 novembre.

In realtà su questo punto non è ancora chiaro se le aliquote possano essere modificate due volte o le due scadenze siano in alternativa tra loro.

Governo Letta e IMU

Il nodo più importante da sciogliere è legato alle scelte del nuovo Governo in merito al destino dell’IMU.
Al nuovo premier Enrico Letta il compito di mediare le posizioni dei diversi schieramenti che, in fase di campagna elettorale, hanno fatto grandi promesse).

Le strade del Governo sembrano essere tre: ridurre, cancellare (per quanto riguarda le sole abitazioni principali) o lasciare invariata l’IMU. Sembra invece escluso un aumento.

L’ipotesi di una cancellazione dell’imposta sulla prima casa o addirittura di procedere ad una sua restituzione era stata caldeggiata dal centrodestra. Un’operazione che avrebbe un costo di 8 miliardi di euro: 4 miliardi dal mancato gettito IMU 2013 e 4 dalla restituzione del gettito IMU 2012. Soldi che potrebbero essere trovati con l’innalzamento delle imposte su alcolici, tabacchi, giochi e lotterie (soluzione proposta dal Pdl) o tramite rimborso ai contribuenti sotto forma di Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) con scadenza a 10 anni.

Per il momento però rimane ferma la data del 17 giugno per il versamento della prima rata IMU e per ora questa scadenza riguarda ancora anche i possessori di immobili catalogati come “prima casa”, i quali da soli contribuiscono al gettito IMU per il 44%.

Prima rata IMU

Entro il 17 giugno dunque va calcolato il valore dell’imposta da versare e come se l’operazione non sia già complicata di per sé – lo scorso anno l’IMU si è conquistata di diritto la nomea dell’imposta più odiata e più complessa della storia – si aggiungono le incertezze sulle delibere dei Comuni e sulle modifiche del Governo di cui ovviamente i contribuenti dovranno tenere conto nei propri calcoli.

Ad esempio il Pd ha proposto un aumento delle detrazioni sulla prima casa, innalzandole da 200 a 500 euro a famiglia, portando all’80% i contribuenti con una prima casa esenti IMU. Operazione che avrebbe il costo di 2,5 miliardi di euro e che potrebbe causare il mancato alleggerimento della TARES e/o portare all’aumento IVA, già ipotizzata per luglio 2013. Per evitare queste ultime due ipotesi il Pd propone di aumentare le tasse sulle case di lusso o sulle seconde abitazioni.

Scelta Civica di Mario Monti propone invece un aumento delle detrazioni per le famiglie con figli a carico e per pensionati.

CAF nel caos IMU

Intanto tutta questa incertezza sta gettando nel caos i CAF, che si trovano in difficoltà non solo per l’impossibilità di aiutare concretamente i contribuenti ad effettuare i calcoli, ma anche perché subissati dalle domande di chi i moduli li ha già compilati e i calcoli li ha già fatti sulla base del precedente quadro normativo e delle informazioni in proprio possesso anche a fronte dell’altro appuntamento del momento: la

«C’è grande incertezza. Siamo in attesa di capire se ci sono decisioni di cambiamento da parte del futuro Governo. Ma, comunque, lo slittamento al 16 maggio delle possibili modifiche dei Comuni ci sta creando negatività gestionali – spiega il presidente della Consulta del Caf, Valeriano Canepari – sarebbe stato molto meglio usare la regola del passato, cioè far pagare al primo acconto la metà di quanto versato nell’anno precedente».

Fonte: Pmi.it

 

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