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News e comunicazioni

Facebook permette di targettizzare la pubblicità per antisemiti

Facebook consentirebbe di realizzare campagne pubblicitarie destinate a un pubblico antisemita e per questo ha ricevuto forti critiche

Facebook ottiene miliardi di dollari di ricavi grazie alla pubblicità e ha quindi creato un sistema che consente agli inserzionisti di avere tutte le informazioni necessarie per realizzare campagne mirate ed efficaci. Tra i tanti strumenti messi a loro disposizione dal social network esiste una piattaforma che permette di targettizzare il pubblico attraverso chiavi di ricerca predefinite o personalizzate. I suoi clienti possono ad esempio costruire la propria campagna in base al luogo di nascita, gli studi e gli interessi degli iscritti oppure utilizzare altri parametri a loro scelta. Facebook, che ha reso disponibile in Danimarca un nuovo servizio chiamato Bonfire, lascia una certa libertà nella scelta delle keyword ed è proprio questa sua disponibilità ad averle creato dei problemi dal punto di vista etico.

L’organizzazione no profit ProPublica ha scoperto che Facebook non censura chiavi di ricerca come “odiare gli ebrei” e “come bruciare gli ebrei” per realizzare campagne indirizzate agli antisemiti. A seguito della scoperta, il sito Slate ha provato a inserire frasi e parole che ricorrono spesso nelle pagine razziste che popolano il social network come “ku.klux-klan” e anche queste sono concesse. Facebook si è tolta dall’imbarazzo affermando in un comunicato ufficiale di aver rimosso la possibilità di utilizzare keyword smaccatamente antisemite e ha assicurato che effettuerà controlli più stringenti già nel breve periodo. “Stiamo quindi costruendo nuove misure di sicurezza nel nostro prodotto per revisionare alcuni processi ed evitare che altre problematiche come quella emersa di recente possano verificarsi in futuro”, si legge nella nota. Facebook, che in questi giorni sta sperimentano i profili privati, ha inoltre sottolineato di aver bloccato il sistema per la ricerca di parole chiave personalizzate in attesa di ulteriori accertamenti.

Le accuse di antisemitismo si vanno ad aggiungere a quelle di aver favorito la diffusione di fake news e bufale. L’azienda di Menlo Park ha introdotto nuovi strumenti per identificare le notizie false nel corso degli ultimi tempi e con lo scoppio del caso Russiangate si vocifera che il Governo statunitense voglia parlare direttamente con Facebook per ottenere i dati sui profili creati in Russia che avrebbero favorito l’elezione di Donald Trumb attraverso una campagna denigratoria nei confronti di Hillary Clinton e del Partito Democratico.

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